L’evoluzione della stupidità
“In quanto atteggiamento irrazionale, consente all’uomo di accettare sfide che normalmente non accetterebbe. E la deviazione dalla stupidità porta alla genialità e all’innovazione di soluzioni alternative”. Così Francesco Betti, autore de ‘Le strategie della stupidità’, ragiona su questa caratteristica umana, arrivando a concludere che nulla è del tutto negativo. Se la stupidità conduce all’errore, la presa d’atto di questo consente il progresso della conoscenza.
L’idea che la stupidità sia uno strumento di evoluzione umana non è una novità. Albert Einstein e Paul Valery erano molto consapevoli del valore di questo tratto della natura e lo consideravano un monito importante per lo sviluppo del loro lavoro
La stupidità, comunque, è pur sempre un male così l’economista e storico Carlo Cipolla ha provato a definire le tre principali caratteristiche della stupidità attraverso cui valutarne i diversi gradi per prevenirne cause e sgradevoli effetti.
Primo: La stupidità è sempre non consapevole. Lo stupido produce danni senza saperlo, dunque, è pericoloso.
Secondo: La stupidità è contagiosa. Gli psicologi definiscono l’effetto: “delirio collettivo”. Le folle sono sempre più dannose del singolo.
Terzo: Spesso la stupidità va al passo con il potere o con l’aspirazione ad esso. Esemplari i casi della sconfitta di Napoleone in Russia e l’esito disastroso delle guerre americane in Corea e Vietnam.

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