Recensione: “La bioetica in laboratorio” di Demetrio Neri

copertina de Il saggio La bioetica in laboratorio è dedicato alle nuove frontiere della biomedicina, ed in particolare alla sua branca più promettente e allo stesso tempo più discussa: la ricerca sulle cellule staminali.

Nella prima parte del saggio, l’autore ripercorre le principali tappe della storia della biologia cellulare, dalla prima formulazione della teoria cellulare nel XIX secolo fino agli ultimi progressi dell’ingegneria genetica che hanno trovato il proprio culmine nella clonazione. La gran parte di questa sezione è comunque riservata alle cellule staminali: viene spiegata la loro funzione nell’organismo, si ripercorrono le tappe della ricerca che le ha avute come oggetto e se ne prospettano le possibili applicazioni future, nella ricerca scientifica come nella terapia. Sebbene in questa sezione siano esposti argomenti di biologia moderna piuttosto complessi, l’autore è riuscito a farlo senza ricorrere a un eccessivo uso di termini tecnici. Questo, insieme al taglio storico dell’esposizione, che la avvicina più a un appassionante racconto che ad un manuale di biologia, rende l’opera accessibile anche ad un lettore non esperto di scienze della vita.

Nella seconda parte vengono affrontati i problemi etici posti dalla ricerca sulle cellule staminali. In particolare, Neri dedica ampio spazio al tema più spinoso, quello della sperimentazione sugli embrioni. Espone un dettagliato resoconto del dibattito sviluppatosi intorno a questo tema negli Stati Uniti, in Europa e in Italia, esaminando sia le posizioni favorevoli sia quelle contrarie, e discutendo gli argomenti delle une e delle altre. Non si limita però ad una presentazione “neutrale” delle argomentazioni altrui, ma sviluppa una propria posizione ben definita. Giunge infatti alla conclusione che, in virtù dei notevoli benefici ottenibili, sia opportuno proseguire anche esperimenti di questo tipo, superando le obiezioni di carattere morale provenienti da alcuni ambienti. Sottolinea inoltre l’importanza che tale ricerca sia almeno in parte finanziata con fondi pubblici, in quanto una sua totale privatizzazione rischierebbe di renderne inaccessibili i prodotti ai non abbienti.

In conclusione, La bioetica in laboratorio è consigliabile ai non specialisti nelle scienze biomediche, a cui consente di farsi un’idea sufficientemente completa di una materia tanto presente sui mass media quanto poco conosciuta realmente. È tuttavia un’utile lettura anche per quegli specialisti che vogliano approfondire i problemi di natura etica e morale che il loro campo di ricerca può porre. È infine un autorevole contributo all’arroventato dibattito su questo tema, a cui fornisce una presa di posizione netta e razionalmente argomentata, ma priva di faziosità e di polemica.

L’AUTORE

Demetrio Neri (Reggio Calabria, 1947) è professore ordinario di Bioetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina. È inoltre membro del Comitato Nazionale di Bioetica e del comitato editoriale scientifico della rivista Bioetica – Rivista interdisciplinare, che si occupa di questioni di bioetica e di filosofia della medicina. Ha fatto parte della commissione di studio sulle cellule staminali del Ministero della Sanità.

“LA BIOETICA IN LABORATORIO” di Demetrio Neri, ed. Laterza (collana Universale), € 10,00


~ di lucaschiavon su Aprile 10, 2008.

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